10 Consigli per parlare in modo rispettoso 1. SESSO E GENERE NON SONO SINONIMI Il sesso è il modo in cui, in ambito medico-scientifico, si categorizzano gli esseri umani: in base alle caratteristiche sessuate che si osservano alla nascita (apparato genitale, cromosomi, ormoni, ecc.) una persona viene dichiarata maschio o femmina. Il genere, invece, riguarda le norme e le aspettative sociali che definiscono il ruolo e l’espressione di una persona nella società: dalle donne e dagli uomini ci si aspetta, a livello sociale, determinati comportamenti, attitudini o desideri. 2. OGNI PERSONA HA UN'IDENTITÀ DI GENERE: SE NON HAI MAI PENSATO ALLA TUA, MOLTO PROBABILMENTE SEI UNA PERSONA CISGENDER L’identità di genere è il modo, personale e indiscutibile, in cui ogni persona si autodetermina rispetto al genere. Le persone cisgender sono quelle che si identificano nello stesso genere che è stato loro assegnato alla nascita (maschile o femminile). Le persone transgender, invece, sono quelle che non si identificano nel genere assegnato loro alla nascita. Le persone non binarie, invece, non si identificano nei generi imposti o nel binarismo di genere (uomo o donna). 3. LE PERSONE POSSONO ESSERE TRANS O TRANSGENDER: SE NON SEI UNA DI LORO, MEGLIO EVITARE TERMINI COME “TRANSESSUALE” Le persone che non si identificano nel genere assegnato loro alla nascita sono persone transgender o trans, entrambi i termini vanno bene. Se non sei una persona trans, evita di usare la parola “transessuale”, che storicamente è stata usata per stigmatizzare e patologicizzare il vissuto e l’identità della comunità trans. 4. L’ORIENTAMENTO SESSUALE E ROMANTICO NON HA NIENTE A CHE VEDERE CON L’IDENTITÁ DI GENERE Quando parliamo di orientamento sessuale e romantico ci riferiamo alla sfera delle relazioni affettive, emotive e sessuali: questa espressione risponde alla domanda “quali persone ti attraggono?”. L’identità di genere, invece, risponde alla domanda “come ti relazioni con il tuo genere?”: non riguarda le altre persone, ma solo ed esclusivamente l’autodeterminazione della nostra identità rispetto alle norme di genere. 5. L’ESPRESSIONE DI GENERE NON È UN INDICATORE DELL’IDENTITÀ DI GENERE O DELL’ORIENTAMENTO SESSUALE DI UNA PERSONA Il nostro nome anagrafico, l’abbigliamento che scegliamo e il modo in cui decidiamo di comportarci in società, sono elementi che formano la nostra espressione di genere. Dietro ogni persona e la sua espressione possono esserci modi diversi di vivere la propria identità di genere e anche il proprio orientamento sessuale. Non diamolo mai per scontato. 6. RISPETTA I NOMI DELLE PERSONE, EVITA IL DEADNAMING Molte persone trans decidono nel corso della loro vita, spesso dopo aver fatto coming out, di cambiare il loro nome. Il deadnaming (dall’inglese dead = morto e name = nome) è la pratica di parlare a/di una persona trans con il nome che le è stato assegnato alla nascita invece che con quello che ha scelto per sé. Rispetta questa scelta. 7. RISPETTA I PRONOMI DELLE PERSONE, EVITA IL MISGENDERING Facciamo misgendering quando non usiamo correttamente i pronomi con cui le persone si riferiscono a sé stesse. Il modo migliore per evitare il misgendering è chiedere alle persone “quali sono i tuoi pronomi?” o rompere il ghiaccio anticipando i tuoi (es. “Ciao, sono Maria e uso pronomi femminili”). 8. NON OGGETTIFICARE LE IDENTITÀ DI GENERE E GLI ORIENTAMENTI SESSUALI/ROMANTICI Le etichette che identificano le identità di genere sono aggettivi, non sostantivi. Parliamo quindi di donne trans, uomini trans, persone trans (non le trans o i trans) e persone cis ; di uomini gay e donne lesbiche (non i gay e le lesbiche), e via dicendo. Usare questi termini come sostantivi ha un tono dispregiativo. 9. LE PERSONE NON SONO UN ERRORE, NON SI NASCE IN UN CORPO SBAGLIATO Nessuna persona nasce in un corpo sbagliato. Pensare che esistano “corpi giusti e corpi sbagliati”, o “uomini veri e donne vere”, stigmatizza l’esperienza delle persone trans e intersex e le relega a individui fuori dalla norma, con caratteristiche fisiche da correggere medicalmente. 10. IL PRIDE NON HA A CHE FARE SONO CON L'AMORE, MA ANCHE CON I DIRITTI “Love is love”, leggiamo ovunque durante il mese del Pride, ma celebrare l'amore in ogni sua forma non è più sufficiente. Nel 2023, parlare della comunità LGBTQIA+ significa anche essere consapevoli di diritti spesso ancora negati: diritto a non subire discriminazioni quando si vuole affermare la propria identità di genere o fare coming out sul proprio orientamento sessuale e romantico, quando si cerca un lavoro, si vuole formare una famiglia o si cerca casa. In collaborazione con: Alice Orrù Infografiche di: A Queer Culture Illustrated Guide