Andrea Doria
Andrea Doria nacque a Oneglia nel 1466 da Ceva e Caracosa Doria di Dolceacqua. Rimasto orfano e privo della sua parte di eredità, nel 1485 si trasferì a Roma agli ordini di Nicolò Doria, comandante delle guardie papali sotto Innocenzo VIII. Ebbe così inizio la carriera militare di Andrea che lo portò al servizio dei Montefeltro di Urbino e successivamente presso i Della Rovere, originari di Savona.
Nel 1513 entrò al servizio della Repubblica di Genova e, tre anni più tardi, acquistò tre galee con le quali iniziò a offrire la propria flotta in appalto: prima a Francesco I di Francia (1522-1528), poi a papa Clemente VII Medici (1526). Nell’agosto del 1528 stipulò un nuovo contratto con l’imperatore Carlo V, mettendo a sua disposizione dodici galee e tre triremi in cambio di un compenso annuo di 90.000 scudi. In quella occasione Andrea ottenne due risultati cruciali: la sottomissione di Savona e l'indipendenza di Genova, che rimaneva alleata ma non soggetta al potere imperiale.
Dopo aver liberato Genova dall’occupazione francese, Andrea fu celebrato come pater patriae. La Repubblica, in segno di riconoscenza, gli donò un palazzo nel centro cittadino, accanto alla chiesa gentilizia di San Matteo. Qui l’ammiraglio fece realizzare da Giovannangelo Montorsoli la sua cappella funeraria monumentale, dove venne effettivamente sepolto nel 1560. Sempre Montorsoli realizzò anche una statua colossale in suo onore, poi abbattuta e danneggiata durante la rivoluzione del 1797.
Nel 1528 Andrea Doria attuò la riforma oligarchica degli alberghi nobiliari, ridotti a 28, e si autoproclamò Priore perpetuo dei Sindacatori. In tal modo si pose come garante della Repubblica, pur esercitando di fatto un potere personale paragonabile a quello di un signore.
Al servizio di Carlo V, l’ammiraglio combatté contro i pirati barbareschi, tra cui i celebri Barbarossa e Dragut. Nel 1531 ricevette dall’imperatore il titolo di principe di Melfi (in Basilicata) e la prestigiosa onorificenza del Toson d’Oro. Con la moglie Peretta Usodimare diede vita a una brillante corte rinascimentale, esperienza unica nella storia genovese.
Andrea Doria morì il 25 novembre 1560. Non ebbe figli, e la sua eredità passò al nipote Gianandrea, figlio di Giannettino, erede prediletto dell’ammiraglio, ucciso nel corso della congiura dei Fieschi del 1547.