Chiavari
Le immagini che ci stanno guidando in questa esplorazione sono definite foto storiche, un’invenzione straordinaria che ha caratterizzato il secolo XIX, un cammino d’evoluzione, dal dagherrotipo alla fotografia per realizzare un linguaggio per il mantenimento della memoria. Non mancheranno sul nostro territorio veri pionieri di questa nuova capacità artigiana che raggiungeva lo spazio dell’arte. Non è un caso che sia stato l’Ottocento il secolo nel quale le invenzioni e le nuove applicazioni abbiano rivoluzionato la società, questa grande stagione transitò con forza nel Tigullio e in particolare a Chiavari. La prova tangibile di questa ventata rivoluzionaria è stata la fondazione della Società Economica, un gruppo di cittadini che utilizzeranno il sapere e lo sviluppo delle conoscenze come strumento di crescita dell’intero territorio. La biblioteca, la promozione di scuole, la progettazione di tutto ciò che poteva rinnovare e innovare l’intero comprensorio. Tutto ciò prendeva avvio in un Settecento caratterizzato da un’aristocrazia ormai superata e incapace di concepire il cambio epocale in atto. Nella neonata Repubblica Ligure alleata dei francesi di Napoleone dal 1797 il cammino del rinnovamento rivoluzionario fu molto rapido e si allargò a macchia d’olio su tutto il territorio spazzando via la secolare oligarchia della precedente Repubblica di Genova. Le istituzioni, rinnovate a partire dalla denominazione, tutte si definivano ‘democratiche’. Tutti partecipavano da veri protagonisti del rinnovamento, il dibattito e il confronto dilagavano, tutti si definivano con orgoglio “Cittadini”. Il Governo provvisorio genovese varò da subito le nuove amministrazioni che cancellavano definitivamente le superate istituzioni della Repubblica di Genova. L’arco territoriale ligure fu articolato in Distretti, dove il Levante era così composto: Bisagno, Recco, Rapallo, Chiavari, Levanto, Spezia e Sarzana. La Repubblica Ligure ebbe vita breve e tumultuosa, e nel maggio 1805 tutta la Liguria venne annessa all’Impero napoleonico. Il nuovo assetto territoriale tuttavia era già tracciato, e vedeva a capo un’Amministrazione Centrale con un Commissario, e il primo a guidarla fu il chiavarese Andrea Gambino. Il Commissario provvedeva a dare vita alle nuove amministrazioni locali. Il 27 luglio 1805 si procedeva ad individuare i cittadini che avrebbero retto la nuova amministrazione della città di Chiavari. Gambino nominò il primo gruppo dirigente, l’Amministrazione Centrale, con atto pubblico, avviando la nuova esperienza guidata da Carlo Garibaldi, Camillo Cesena, Nicolò Rivarola, Giacomo Turio, Antonio Daneri e il sacerdote Vicenzo Lagomaggiore. Nasceva il municipio, il sindaco, la giunta, il territorio conosceva nuove forme di governo, si apriva il tribunale. Chiavari era provincia e capoluogo del Dipartimento degli Appennini. Vicende prestigiose che giungono sino ai nostri giorni, queste immagini posso riuscire, aiutarci a valutare con attenzione la nostra storia.