“Donna. Vita. Libertà.”: 111.500 cartoline per dire no alle violenze in Iran
C’è posta per l’Iran: giovedì 22 giugno abbiamo consegnato all'Ambasciata iraniana di Roma quasi 112 mila cartoline, sottoscritte da Soci, dipendenti Coop e cittadini, per dire no alle violenze e alle gravi violazioni dei diritti umani in corso da mesi nel paese.
Le cartoline sono state diffuse tra aprile e maggio grazie all'iniziativa solidale "Donna. Vita. Libertà." che abbiamo lanciato in occasione dell'8 marzo con il sostegno di Amnesty International Italia e che si colloca nell'ambito della campagna "Close the gap", a favore della parità di genere.
Le cartoline da ritagliare raffiguravano simbolicamente una ciocca di capelli come quella che ha portato all’uccisione della giovane Mahsa Amini, a Teheran nel settembre scorso, scatenando la ribellione di vasti strati della popolazione contro il regime degli ayatollah. In due mesi siamo riusciti a raccogliere tantissime adesioni e a coronare il nostro impegno consegnandole all’ambasciatore iraniano Mohammed Reza Sabouri.
Già a maggio avevamo indirizzato all’Ambasciatore una lettera ufficiale a doppia firma Coop e Amnesty International Italia per rendere nota la volontà della consegna, senza però ricevere risposta. Da qui è nata l’idea di dar vita a un presidio davanti all'edificio con la realizzazione di un grande sacco postale di iuta contenente tutte le cartoline, a sottolineare la nostra volontà di far arrivare la voce di tutti presso l’Ambasciata iraniana.
Durante la giornata, siamo stati accompagnati anche da alcune attiviste e attivisti e da Parisa Nazari. Fuggita dall’Iran da giovane, Parisa dal 2019 ha deciso di esporsi apertamente contro il regime iraniano sostenendo le proteste dei suoi connazionali in patria. Finché è stato possibile Parisa Nazari si è recata ogni anno in Iran per descrivere cosa sta succedendo nel suo paese d’origine. Durante il presidio, si è esibita in una performance sulle note della canzone “Baraye” del cantautore iraniano Shervin Hajipour, dedicata alle donne, ragazze e bambine iraniane e alla loro lotta per la libertà.
Ph. credits: Ansa/Fabio Frustaci