La nascita del gioco del Lotto
Il Lotto è stato inventato a Genova nel 1576, più di sei secoli fa, assumendo già le caratteristiche di base che conserva ancora oggi. Contrariamente a quanto molti credono, quindi, fu Genova – e non Napoli – il luogo di nascita del Lotto.
Inizialmente, il gioco era legato alla politica: tra 120 nobili genovesi, scelti per competenza ed esperienza, venivano estratti due volte all’anno cinque nominativi destinati a sostituire membri del Senato e del Consiglio dei Procuratori al termine del loro mandato. Questo sorteggio, per le conseguenze importanti che comportava, catturava l’attenzione dell’intera popolazione, dando origine spontanea a scommesse sui nomi che sarebbero stati estratti.
Il meccanismo era semplice: venivano raccolte le puntate degli scommettitori, e metà del ricavato veniva distribuita tra chi aveva indovinato i cinque nomi e gli organizzatori. Successivamente, i nomi tra cui scegliere furono ridotti a 90, e per rendere possibile il gioco indipendentemente dalle elezioni dei Serenissimi Collegi, i nomi furono sostituiti da numeri. Da qui deriva la formula del Lotto moderno: 5 numeri da indovinare su 90.
Dopo un primo tentativo del governo della Repubblica di Genova di vietare le scommesse – considerate in un certo senso offensive per i nobili candidati – venne istituito un vero e proprio banco del Lotto gestito dai privati. I cittadini potevano così scommettere somme consistenti, tentando di prevedere i nobili estratti, il cui sorteggio influenzava il futuro della Repubblica.
Ben presto, il gioco del Lotto si diffuse in altri stati italiani – tra cui Piemonte, Stato Pontificio, Veneto e Regno delle Due Sicilie – assumendo caratteristiche leggermente diverse a seconda delle regioni.