La cinta muraria (Le Nuove Mura del '600)
Dopo le continue minacce di invasione da parte di Carlo Emanuele I di Savoia e di Luigi XIII di Francia, la Repubblica di Genova decise di rafforzare le difese cittadine costruendo una nuova e più ampia cerchia di mura che integrasse e potenziasse quelle esistenti. Tra il 1626 e il 1639 venne così realizzata la più imponente fortificazione urbana della città, nota come Mura Nuove.
Il governo genovese diede avvio all’opera, inaugurata con la posa della prima pietra il 7 dicembre 1626. Con questa estensione fu inclusa anche la zona occidentale della città: la Villa del Principe, fino ad allora esterna alle difese, venne ricompresa nel nuovo tracciato, dando origine al sestiere di San Teodoro, che proprio allora entrò a far parte ufficialmente della cinta urbana.
La costruzione richiese ingenti risorse economiche: furono introdotte leggi speciali che coinvolgevano l’intera popolazione. I nobili che contribuivano generosamente venivano onorati con una statua nel Palazzo Ducale, mentre artigiani e contadini, della città come delle valli e delle riviere, erano tenuti a fornire manodopera, materiali o mezzi secondo quote prestabilite. Nel 1630 i lavori entrarono nel vivo: circa 8.000 operai, in soli due anni, innalzarono 12.650 metri di mura e bastioni lungo i crinali e 3.150 metri lungo la costa. La nuova cinta raggiunse così uno sviluppo complessivo di 19.560 metri, racchiudendo un’area di 903 ettari, quasi cinque volte i 197 ettari racchiusi dalle mura cinquecentesche.
Il fulcro del sistema difensivo fu individuato sulla cima del Monte Peralto, da cui si dipartono due dorsali: una verso ponente, fino agli scogli di Capodifaro presso la Lanterna, e l’altra verso levante, fino alle pendici di Montesano e alla foce del Bisagno. Visto dall’alto, il tracciato delle Mura Nuove formava una figura simile a un triangolo o a un pentagono irregolare, con vertici al Peralto, alla Lanterna e al Bisagno.
La costruzione su pendii scoscesi ha permesso che gran parte della cinta sia giunta fino a noi, poiché situata in zone rimaste scarsamente edificate; i tratti costieri, invece, sono stati sacrificati all’espansione urbana e portuale. Oggi alcuni segmenti sopravvivono: uno di essi, presso la Lanterna, è stato recuperato con una passeggiata che parte da via Milano e costeggia il porto fino al faro.