San Michele di Pagana
Le feste di luglio vedono la partecipazione dell’intera città attraverso i sestieri, termine che ci riporta alla cultura latina, dove si utilizzava queste termine per indicare la suddivisione territoriale della comunità, cioè la sesta parte del frazionamento della città. A Rapallo uno dei sestieri è proprio quello di San Michele. Qui è necessario verificare come l’antico culto del Santo si sia diffuso, sino a divenire, non solo il patrono, ma l’indicazione toponomastica della frazione. Siamo prima dell’anno mille quando i monaci colombaniani operano la loro evangelizzazione del Tigullio e, tra i santi di riferimento della loro parola, troviamo San Michele dove, in questa località, né diviene parrocchia. Il territorio è quasi rivolto tutto sul mare e articolato in tre piccoli golfi, quasi delle cale che permettevano il rapporto tra mare e terra. Sono le cale di Pomaro. Trelo e Prelo, una sequenza di golfi in miniatura, con le case a farne cornice tra scogli e mare, una costruzione del paesaggio unica e fortemente caratterizzata dallo strettissimo rapporto tra gli edifici e le acque del Tigullio.