COOP e il Pride Month: Oltre le parole Nel 2023 COOP ha partecipato al mese del Pride con un doppio evento dedicato all’importanza del linguaggio e al suo ruolo cruciale nello sviluppo di una società inclusiva e non discriminante. Il 15 e il 16 giugno appuntamento con “Oltre le parole” al Liberty di Milano e il 21-24 al La Baia – Dumbo a Bologna. Nata in collaborazione con Arcigay e prodotta da Freeda, è un’opera esperienziale che mette l’importanza delle parole al centro della propria riflessione. Dal 2013 a oggi sono 1.563 le vittime di omobitransfobia in Italia. A questa fotografia preoccupante si risponde in modo costruttivo, ripercorrendo la storia del movimento queer con una timeline e un glossario per approcciare il mondo LGBTQIA+ con consapevolezza. Infine, si affrontano le potenzialità inesplorate del linguaggio inclusivo, con 10 consigli pratici per parlare in modo rispettoso. La storia del movimento di liberazione LGBTQIA+ I MOTI DI STONEWALL A New York hanno luogo i Moti di Stonewall, che prendono il nome dal bar Stonewall Inn nel Greenwich VIllage. La notte tra il 27 e il 28 giugno, a seguito di una retata, una serie di scontri violenti tra omosessuali e polizia sconvolgono l’opinione pubblica di tutto il mondo. Questo evento è considerato l’inizio del movimento di liberazione queer contemporaneo, e per questo motivo il 28 giugno è la Giornata Mondiale dell’Orgoglio Gay, detto anche Gay Pride. GLI ANNI '70 Nel 1971 esce il Manifesto per la Rivoluzione Morale: L'Omosessualità Rivoluzionaria, conosciuto anche come Manifesto Gay. Ma gli anni ‘70 furono ricchi di eventi, il 27 febbraio viene pubblicata la rivista omosessuale FUORI! (Fronte Unitario Omosessuale Rivoluzionario Italiano). Iniziano a fare capolino le parole “gay” e “lesbica”. Lo stesso anno Mariasilvia Spolato è la prima donna italiana a dichiararsi pubblicamente lesbica, mentre a Sanremo ha luogo la prima manifestazione omosessuale italiana. Nel 1977 Harvey Milk è eletto a San Francisco come supervisore cittadino, diventando quindi la terza persona apertamente gay in un ufficio pubblico. GLI ANNI '80 Negli anni 80 l’acronimo si allarga a LGB per accogliere il termine bisessuale. In seguito al delitto di Giarre a Palermo viene fondato il primo circolo Arcigay. Nel 1982 in Italia viene emanata una legge che consente la riassegnazione del sesso e genere anagrafico alle persone transgender e cinque anni dopo la Danimarca è la prima nazione al mondo a emanare una legge sull’unione civile per le coppie dello stesso sesso con diritti equiparabili al matrimonio. GLI ANNI '90 In questi anni inizia a comparire la dicitura LGBT, per accogliere il movimento transgender promosso dalle persone trans e l’Organizzazione Mondiale della Sanità derubrica definitivamente l’omosessualità dall’elenco delle malattie mentali. Nel 1994 a Roma ha luogo il primo Gay Pride nazionale ufficiale, alla marcia partecipano oltre 10.000 persone. GLI ANNI 2000 Nel 2001 i Paesi Bassi sono la prima nazione a legalizzare del tutto il matrimonio tra persone dello stesso genere. Nel 2016 le unioni civili tra persone dello stesso genere vengono approvate in Italia e nel 2018 L’OMS rimuove anche le identità trans dal capitolo dei disturbi mentali nella Classificazione Internazionale delle Malattie. Perché è importante usare i linguaggi inclusivi? Le parole hanno un peso e usarle male ha un impatto nella vita delle persone. Possono perpetuare pregiudizi, sostenere situazioni di disuguaglianza, negare diritti, far sentire le persone escluse dalla vita sociale. Le parole hanno un grande potere ed è nostro compito usarle responsabilmente. Scegliere le parole con cura serve per riappropriarci delle stesse, per dare voce ai tempi che cambiano e per far convivere le differenze che ci caratterizzano in quanto essere umani, meravigliosamente unici e diversi. Usare i linguaggi inclusivi diventa così un atto di giustizia sociale. SCOPRI 10 CONSIGLI PER PARLARE IN MODO RISPETTOSO Un glossario per conoscere e scegliere le parole giuste SOSTENIAMO LA COMUNITÀ LGBTQIA+ Coop sostiene la rivendicazione dei diritti della comunità LGBTQ+. A partire da metà giugno, saranno disponibili nei punti vendita le nuove borse shopper di cotone, con il logo Coop arcobaleno. Per ogni borsa acquistata, Coop donerà 50 centesimi ad Arcigay a sostengo del progetto #hoqualcosadadirvi, la campagna dedicata al supporto e alla sensibilizzazione nei confronti del delicato momento del coming out. In collaborazione con: Alice Orrù Infografiche di: A Queer Culture Illustrated Guide