Legalità nella filiera: il modello etico di Coop Torna alla pagina Il pomodoro Coop buono davvero: per chi lo coltiva e per chi lo sceglie Coop si impegna a garantire non solo la qualità e l’origine italiana del pomodoro da trasformazione e da passata casalinga, ma anche il rispetto di elevati standard etici e di sostenibilità lungo tutta la filiera. Dalla scelta dei fornitori fino ai controlli rigorosi in campo, ogni fase è monitorata per assicurare sicurezza, legalità e condizioni di lavoro dignitose, promuovendo un’agricoltura responsabile e trasparente. Filiera certificata e diritti tutelati Il pomodoro da trasformazione e da passata casalinga Coop è 100% di origine italiana e garantisce residui chimici inferiori del 70% rispetto ai limiti di legge, affiancati da metodi di coltivazione rispettosi dell’ambiente e del territorio. L’intera filiera, dalla raccolta alla vendita, è mappata e controllata per sicurezza, etica, legalità e tutela dei diritti dei lavoratori. Coop adotta una selezione rigorosa dei fornitori, pianifica le quantità da ritirare e mantiene rapporti contrattuali di medio-lungo termine, garantendo un prezzo equo agli agricoltori. Il pomodoro da industria è stata una delle prime filiere attenzionate da Coop fin dal 2005, dal 2015 a fine 2024 gli audit Coop hanno coperto praticamente il 100% dei fornitori di questo prodotto a marchio, riscontrando nel corso degli anni miglioramenti delle condizioni lavorative con l’eccezione di pochi casi di gravi non confromità che hanno portato alla sospensione dell’accordo in essere con l’azienda fornitrice. Solo nel 2024 Coop ha effettuato 54 audit sulla filiera, per un totale di 581 audit dall’avvio della campagna “Buoni e Giusti” nel 2015. La campagna “Buoni e Giusti” Nel 2016 Coop ha voluto dare ulteriore forza al proprio impegno con il lancio della campagna "Buoni e Giusti" agendo come testimonial per sensibilizzare i consumatori e tutti gli stakeholder sui temi di illegalità, etica delle filiere e autenticità dei prodotti alimentari. Sono stati coinvolti oltre 800 fornitori di ortofrutta, e sono state individuate 13 filiere ortofrutticole a maggior rischio di illegalità, tra cui ovviamente anche il pomodoro. L’iniziativa ha promosso una riflessione collettiva: “Il lavoro nero dà solo pessimi frutti” e che “Scegli i frutti della legalità” è un gesto di consapevolezza che parte dalla spesa quotidiana. Per vedere questo video devi accettare i cookie di marketing. Accetta i cookie